L'ex commissario al Bilancio con Jacques Santer, collega della politica radicale, ricorda la collega per la quale aveva un "altissimo rispetto", le cene con Mario ed Elsa Monti a Bruxelles e il disappunto iniziale della collega per le deleghe ricevute, prima del ritiro della Norvegia

Emma Bonino era una "europeista forte", molto "competente", "impegnata" e di "alti principi", ma anche assai "pratica", orientata al fare e non solo al dire. Era una "voce potente" sulle questioni umanitarie, non solo in Europa ma "in tutto il mondo". Lo dice all'Adnkronos Erkki Liikanen, oggi presidente del board del think tank Bruegel a Bruxelles.

Ai tempi della Commissione Santer (dal 1995 al 1999) servì insieme alla politica radicale, scomparsa oggi, come commissario al Bilancio: Bonino aveva le deleghe agli Aiuti Umanitari, alle Politiche per i consumatori e alla Pesca.

"Siamo stati ottimi amici per molti anni", sottolinea il politico finlandese, che aveva con Bonino un rapporto "molto buono. Era - ricorda - un personaggio molto colorito, una donna forte sui principi". Liikanen rievoca che "quando è arrivata in Commissione, al primo incontro, era in ritardo. La Norvegia era ancora al tavolo (Oslo decise di non aderire all'Ue in seguito ad un referendum popolare tenutosi nel novembre 1994, ndr)".