Il governo non esclude una partecipazione pubblica nell'ex Ilva, come richiesto dai sindacati, purché sia presentato un piano industriale solido e credibile. Intanto le aziende dell'indotto dello stabilimento di Taranto hanno accettato «per senso di responsabilità» l'invito dell'esecutivo a sospendere le procedure di licenziamento annunciate nei giorni scorsi, almeno fino alla decisione della Corte d'Appello di Milano che oggi deciderà sull'istanza di sospensiva presentata dalle amministrazioni straordinarie di Acciaierie d'Italia e Ilva contro lo stop dell'area a caldo. Ieri a Palazzo Chigi, presieduti dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, ci sono stati una serie di incontri con gli enti territoriali interessati, le organizzazioni datoriali e i sindacati per affrontare, ancora una volta, la situazione dello stabilimento siderurgico pugliese.

Il confronto

Mantovano, durante l'incontro con i sindacati, che si è svolto in un clima di forte tensione, parlando della gara per l'acquisto dell'ex Ilva, non ha escluso un intervento diretto dello Stato a patto, ha puntualizzato, che venga presentato «un piano industriale solido e credibile». Per quanto riguarda i tempi di valutazione delle offerte, ha aggiunto il sottosegretario, occorreranno un paio di mesi perché scada il termine per la presentazione. Poi partirà la trattativa, per tutta la durata della quale resterà in piedi l'amministrazione straordinaria dell'ex Ilva.