Nel 2025 l’Internet advertising ha raggiunto in Italia i 6,2 miliardi di euro, pari al 53% dell’intero mercato pubblicitario, e secondo l’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano potrebbe arrivare a 7 miliardi nel 2026. Il punto, quindi, non è più se le aziende debbano investire nel digitale, ma come valutare la qualità di questi investimenti. In un contesto in cui piattaforme, automazione e Intelligenza Artificiale moltiplicano dati, report e modelli di attribuzione, il rischio è confondere la disponibilità di numeri con la capacità di prendere decisioni migliori. Anche su Google Ads, leggere una campagna solo attraverso clic, CPC o conversioni significa fermarsi a metà: il vero tema è capire se quei dati indicano valore economico reale per il business. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Boirivant, founder di WEBOOM Agency (qui il sito della sua Agenzia Google ADS) ed esperto di advertising.

Perché i dati di Google Ads non bastano se restano dentro la piattaforma

Google Ads mette a disposizione una quantità ampia di informazioni: impression, clic, CTR, CPC, costo per conversione, valore delle conversioni, quota impressioni, rendimento per keyword, dispositivo, area geografica e pubblico. Sono dati utili, ma raccontano soprattutto cosa accade dentro la piattaforma.