MADRID. Su una bandiera rossa sarebbero stati tutti pronti a scommettere, nel giorno del debutto di questo pazzo circuito che riporta la Formula 1 a Madrid dopo 45 anni. Un budello realizzato all’Ifema, la zona fieristica alla periferia della capitale spagnola, non distante dall’aeroporto e da Valdebebas, dove sorge la cittadella del Real Madrid. Pericolosissimo, secondo diversi piloti, folle anche nel nome, «Madring», gioco di parole tra il nome della città e anello pazzo, «mad ring» in inglese. Almeno un incidente era dato per scontato, invece la prima ora di prove libere è terminata senza intoppi, al contrario di quanto accaduto in F2 con il crash del thailandese Tasanapol Inthraphuvasak, finito violentemente contro le barriere nel terzo settore. La sua Art Gp si è anche incendiata, fortunatamente senza alcuna conseguenza per il pilota. In mancanza di botti, ci aspettava comunque una bandiera rossa a sventolare, intesa come Ferrari, attesa tra le favorite viste le caratteristiche della pista (pur sempre cittadina) e al riscatto dopo il disastro di Monza. Per ora le Rosse inseguono, a mezzo secondo dalle Mercedes che dettano il passo: davanti a tutti c’è George Russell, quasi tre decimi più veloce di Kimi Antonelli, saldo leader del Mondiale. «Le ultime due gare sono state tra le mie migliori, ma Kimi sta semplicemente andando più veloce di me», ha ammesso George, a caccia di un appiglio per credere nella rimonta in classifica. Un circuito pazzo da scoprire La Ferrari era l’unico team a conoscere il circuito, «il più rischioso dell’anno» sempre secondo Russell, avendo effettuato qui un filming-day nei mesi scorsi: 100 chilometri concessi a ciascun pilota per scopi (soprattutto) pubblicitari. Un piccolo, relativo vantaggio al momento di scoprire le caratteristiche di una pista nuova e soprattutto così anomala, piena di curve cieche. La prima delle due SF-26 per il momento è quella di Charles Leclerc, reduce dal crash di Monza che lo costringe a montare il motore non evoluto, perché quello usato per il Gp d’Italia andrà verificato in pista a Baku per evitare ogni rischio. Si è scelto di non farlo a Madrid perché saltare una sessione di prove sarebbe stato un handicap troppo pesante rispetto alla concorrenza. Lewis Hamilton, che ha realizzato il suo tempo con le medie e non si è migliorato sulle soft, ha potuto invece contare sul propulsore potenziato dal secondo gettone Aduo ma si è piazzato a un decimo dal compagno. Con un doppio brivido. Il primo quando si è trovato sulla traiettoria di Leclerc, il quale ha segnalato l’accaduto via radio: «Attenzione a queste cose, non credo che Lewis sapesse che stavo arrivando». Il secondo perché rientrando in pit-lane il sette volte campione del mondo ha parlato di un possibile «problema al motore». Ci sono un paio d’ore, la seconda sessione scatta alle 17, per vederci chiaro.
Gp Spagna: Russell davanti ad Antonelli, le Ferrari inseguono
Mercedes più veloci nella prima sessione di libere a Madrid, le Rosse a mezzo secondo. Leclerc precede Hamilton che avverte: «Possibile problema al motore»










