Di: Radiogiornale - Valentina Moccetti / Tieffe Ogni anno, in Svizzera, nascono oltre 1’700 bambini con disturbi dello spettro alcolico fetale. Non esiste infatti una quantità sicura di alcol che si può consumare durante la gravidanza e ogni bicchiere può essere dannoso per il feto, già nelle prime settimane. È proprio questo il messaggio al centro di una campagna d’informazione internazionale a cui aderisce anche Sucht Schweiz, organizzazione svizzera attiva contro le dipendenze. Durante la gestazione, qualsiasi alcol consumato attraversa la placenta e raggiunge il bambino, che non è in grado di smaltirlo. “Possono esserci disturbi neurologici di diverso tipo e ritardi di sviluppo”, spiega la portavoce di Sucht Schweiz, Monique Portner-Helfer, ai microfoni del Radiogiornale. “La maggior parte di questi disturbi non è visibile fisicamente, come difficoltà linguistiche o nell’interazione sociale, ma anche problemi di apprendimento”. Danni, insomma, che rimarranno per tutta la vita. Tutte le informazioni e gli studi scientifici a riguardo si trovano sul sito di Sucht Schweiz, che ha condotto un’inchiesta indipendente su oltre 800 donne in gravidanza. La maggior parte delle donne è consapevole del fatto che l’alcol è dannoso durante la gestazione e smette di consumarne appena sa di essere incinta, ma quasi una su due consuma ancora dell’alcol nel periodo tra il concepimento e la conferma della gravidanza. “I risultati scientifici sono chiari: non esiste nessuna quantità né finestra di tempo sicura”, spiega Portner-Helfer. Ma la responsabilità di proteggere i bambini non ancora nati, ci tiene a sottolineare la portavoce, non è però soltanto delle mamme. “È necessario il sostegno della società, oltre che del partner. Spesso vengono offerte bevande alcoliche; c’è una pressione sociale, ma dovrebbe essere normale per tutti poter rifiutare”.