HomeFirenzeCronacaPonte da Verrazzano, Architetti Firenze: “No alla demolizione delle terrazze panoramiche"“Serve riflessione sul metodo con cui si sta arrivando a una decisione potenzialmente irreversibile”: il 29 settembre convegno alla Palazzina Reale sui ponti fiorentini.Il ponte da VerrazzanoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFirenze, 11 settembre 2026 - “Sul ponte da Verrazzano, dopo gli esiti della 'Val4', il Comune di Firenze è passato da un approccio prudente per approdare rapidamente verso un indirizzo assertivo sull'inevitabile demolizione delle terrazze, orientando di fatto il progetto esecutivo”, “manifestiamo la nostra contrarietà alla demolizione o alla sostituzione con protesi alternative del sistema dei percorsi pedonali che culminano nelle terrazze panoramiche”. È quanto dichiara l'Ordine degli Architetti di Firenze: “Nessuno – si aggiunge – mette in discussione di intervenire sul manufatto ma serve una riflessione sul metodo con cui si sta arrivando a una decisione potenzialmente irreversibile”.

Gli architetti chiedono di avviare una riflessione - “Ciò che non abbiamo letto ancora negli atti ufficiali è un'analisi storico-critica del ponte, componente necessaria per ogni progetto che interessi costruzioni vincolate, post-belliche o di valore architettonico, come nel nostro caso – viene spiegato ancora dall'Ordine degli Architetti -. Le Norme tecniche di attuazione del Piano operativo prevedono, infatti, che il progetto su manufatti di questo calibro qualitativo, debba essere diretta conseguenza di considerazioni che mettono a sistema la conservazione del valore storico-artistico del manufatto con le necessarie soluzioni tecniche”. “È proprio questo, a nostro avviso, il passaggio che dovrebbe precedere qualsiasi decisione irreversibile – spiega l'Ordine degli Architetti di Firenze -. Non assumere un’alterazione sostanziale del bene come esito già determinato, ma verificare attraverso il progetto quali siano le soluzioni tecniche in grado di garantire la sicurezza dell’infrastruttura, mettendola in relazione con la conservazione dei suoi valori architettonici e testimoniali. Prima di assumere un’alterazione sostanziale di una parte dell’opera come esito necessario, dovrebbe dunque essere verificato e documentato che essa costituisca realmente l’unica soluzione possibile, attraverso un confronto con le alternative orientate alla conservazione”.