«I lavoratori e le lavoratrici del terziario sono sempre più spesso soli a presidiare per ore un negozio, un pubblico esercizio o un luogo di lavoro. Una routine che sempre più spesso li sta mettendo in pericolo».

Lo denunciano Uil Sardegna e Uil Tucs Sardegna che sollecitano una riflessione seria sull’organizzazione del lavoro e, soprattutto, sulla sicurezza. «Ai “lavoratori fantasma” adesso si affiancano i “lavoratori soli” per la progressiva riduzione degli organici – denunciano i segretari generali Fulvia Murru della Uil Sardegna e Cristiano Ardau della Uil Tucs Sardegna a seguito di un recente studio sul settore -, con organizzazione dei turni tarati sulla riduzione eccessiva del costo del lavoro, che porta a situazioni nelle quali il dipendente rimane completamente solo al lavoro, talvolta anche nelle ore serali e notturne, dovendo contemporaneamente occuparsi dell’apertura o della chiusura dei locali, della clientela, della cassa, della movimentazione delle merci e della gestione di eventuali emergenze».

Secondo il sindacato «lavorare da soli significa essere più vulnerabili. Un malore, una caduta, un’aggressione o peggio una rapina come è capitato di recente a Cagliari o qualsiasi altra situazione di emergenza, assumono caratteristiche completamente differenti quando nel luogo di lavoro non è presente nessun’altra persona in grado di intervenire immediatamente o di chiedere aiuto».