Il sindaco di Monopoli Angelo Annese si schiera contro il progetto del nuovo terminale offshore collegato al deposito costiero in costruzione nella zona industriale. La posizione è stata annunciata ieri, al termine di una conferenza stampa convocata per fare il punto sull’opera che prevede un campo boe per le navi cisterna, condotte sottomarine e una pipeline interrata.“Questo progetto non rappresenta un’opportunità per Monopoli e non è coerente con il modello di sviluppo che vogliamo per il nostro territorio”, ha affermato il primo cittadino di centrodestra. “La nostra posizione politica è contraria. Nei prossimi giorni valuteremo gli strumenti previsti dalla normativa per formalizzarla”.Annese ha inoltre respinto quella che ha definito una “gara politica” tra le diverse forze cittadine: “Su Monopoli non servono medaglie e non servono primati. Serve responsabilità. Monopoli è di tutti e il nostro mare lo amiamo tutti”.Il progetto del terminale offshoreIl progetto comprende cinque boe di ormeggio destinate alle navi cisterna, collocate a poche centinaia di metri dalla costa, una sealine e una condotta interrata di circa tre chilometri che attraverserebbe il territorio urbano fino a raggiungere il deposito della zona industriale.Quest’ultimo è composto da 21 serbatoi, per una capacità complessiva di circa 89mila metri cubi. Il deposito ha ottenuto nel luglio 2024 un’Autorizzazione unica Zes ed è già in fase di realizzazione, mentre il campo boe e le condotte sono sottoposti a una distinta procedura di Valutazione di impatto ambientale.La separazione dei due procedimenti rappresenta uno dei principali elementi contestati dalle forze di opposizione, secondo cui deposito e infrastrutture di collegamento costituirebbero un unico complesso industriale da valutare nella sua interezza.Oleodotto a Monopoli, la protesta di Legambiente: "Si rischiano interventi invasivi sul territorio urbano"Avs: “Cambio di posizione insoddisfacente”Sinistra Italiana-Alleanza Verdi e Sinistra condivide la contrarietà al progetto, ma giudica tardivo e insufficiente il cambio di posizione dell’amministrazione. L’onorevole Elisabetta Piccolotti ha depositato un’interpellanza al Governo per chiedere chiarimenti sulle criticità ambientali e procedurali emerse durante l’iter. Il partito richiama in particolare la possibile interferenza con la Zona speciale di conservazione “Posidonieto San Vito-Barletta”. Secondo Avs, il Servizio Parchi e Tutela della biodiversità della Regione avrebbe segnalato effetti sulle praterie di Posidonia oceanica e sulle scogliere, giudicando insufficienti i chiarimenti forniti dalla società proponente.“La città ha bisogno di sapere con chiarezza quale posizione l’amministrazione intenda assumere negli atti e nei procedimenti, non soltanto nelle dichiarazioni pubbliche”, sostiene il segretario cittadino di Sinistra Italiana, Domenico Sampietro. Avs chiede inoltre di verificare se le diverse componenti del progetto siano state separate artificialmente e se esistano i presupposti per riesaminare l’autorizzazione già rilasciata al deposito.L’interrogazione del PdAnche il deputato barese del Partito Democratico Marco Lacarra ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente e delle Infrastrutture. Il parlamentare richiama i tre pareri contrari espressi dalla Regione Puglia, le osservazioni presentate da cittadini e associazioni e le possibili conseguenze sulle praterie di posidonia e sul tratto di mare protetto. Tra le questioni sollevate figurano anche le emissioni delle navi, gli effetti sulla salute, i controlli sulle acque di scarico e le ricadute occupazionali.“È un’opera che cambierebbe il volto del mare e della città di Monopoli e non può essere decisa a pezzi, lontano dagli occhi e dalle opinioni dei cittadini”, afferma Lacarra, chiedendo al Governo di aprire un’inchiesta pubblica prima di assumere una decisione definitiva.
Oleodotto di Monopoli, il sindaco Annese dice no. Le opposizioni: “Adesso servono atti concreti”
Il primo cittadino annuncia la contrarietà politica all’opera. Interpellanze parlamentari di Piccolotti (Avs) e Lacarra (Pd) sulle conseguenze ambientali e sulla separazione delle procedure








