Il potenziale impatto dell’oleodotto sulla Posidonia è «significativo e negativo» secondo la Regione Puglia. Per il Comune, invece, sarebbe opportuno «un programma di compensazione per contenere l’erosione costiera su tutta la costa di Monopoli». È la sintesi dei pareri espressi sia dal Dipartimento ambiente, paesaggio e tutela delle biodiversità della Regione Puglia come pure dai tecnici dell’Area Ambiente e Paesaggio del Comune di Monopoli, nell’ambito della procedura di verifica di assoggettabilità a Via (Valutazione d’impatto ambientale) aperta dal Ministero dell’Ambiente sul progetto dell’Oleodotto proposto dalla società Magazzini Generali Italiani, del gruppo Marseglia.

L’insediamento prevede la realizzazione di un polo logistico, legato all’approvvigionamento e all’esportazione di oli vegetali, derivati e bio-diesel via mare, attraverso la realizzazione di un campo di ormeggio offshore per navi cisterna sino a 35mila tonnellate, boe di ormeggio, strutture sottomarine con uno sviluppo in mare di circa 500 metri e trincee sotterranee di 3 chilometri che collegheranno gli stabilimenti presenti nella zona industriale al porto.

Contro il progetto si era già espressa la Sezione regionale autorizzazioni ambientali. La Magazzini Generali Italiani ha contestato il parere, ritenendolo «superabile sul piano tecnico-scientifico e giuridico amministrativo», prospettando anche delle compensazioni. A questa istanza, la Regione ha fatto seguire le sue controdeduzioni, ribadendo «l’incompatibilità dell’intervento», avendo considerato irrisolte diverse criticità tra cui la «sottrazione significativa di superfici di praterie di Posidonia e di scogliere», oggetto anche di ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale). Secondo i tecnici sarebbe «alto il rischio per la conservazione di un patrimonio vegetazionale costiero che nel tempo ha restituito all’area un alto valore paesaggistico e ambientale». Si tratta di una vegetazione riconosciuta, in numerosi studi scientifici, di particolare pregio, «per cui – sottolineano dalla Regione Puglia - sono richieste specifiche misure di conservazione sia dalle Direttive europee che dai Piani di gestione regionale degli ambiti costieri».