Il deputato Andrea Barabotti, la presidente del Paladini Orietta Colacicco e gli operatori turistici al bagno Europa di Maura Santini a RonchiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciDa una parte c’è il fenomeno dell’erosione, che da anni, senza fermarsi, sta decimando la spiaggia di Marina di Massa e dall’altro la richiesta dell’Autorità portuale di modernizzare, e quindi ampliare, il porto di Marina di Carrara con il nuovo Piano regolatore al vaglio del Ministero. Due vicende collegate – anche se qualcuno adesso torna a metterlo in dubbio – perchè la causa principale dell’erosione sulla costa apuana è dovuta proprio alla presenza del porto. Non lo dicono i balneari, gli operatori turistici o gli ambientalisti, lo affermano scienziati ed esperti.
Del resto neppure gli ultimi due presidenti dell’Autorità portuale, Messineo e Sommariva, lo negavano. Qualunque ’tecnico’ direbbe che in una costa sabbiosa come quella apuana se costruisci qualcosa quel qualcosa blocca o devia i sedimenti, alterando le correnti. È vero che il ’sacco’ del Magra degli anni ‘60 per costruire l’autostrada è stato deleterio, ma l’erosione è cominciata già prima proprio con la realizzazione del porto. Poi si cercarono mitigazioni per la costa massese: pennelli, geotubi, scogliere che, a fronte di un modesto ripascimento, hanno spostato l’erosione più a sud. E ora che stanno tornando i sedimenti dal Magra, il porto li blocca e li devia.








