In una nota Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm dichiarano: « Bisogna evitare l'esplosione della bomba sociale con interventi ordinari e straordinari»Dopo che i giudici della Corte di Appello di Milano hanno confermato il blocco dell'area a caldo dell'ex Ilva respingendo la richiesta di sospensiva di Acciaierie d'Italia, i sindacati chiedono al governo di rispondere «alle richieste contenute nel piano nazionale straordinario di messa in sicurezza sociale e di rilancio dell’ex Ilva» e di convocare «immediatamente il tavolo permanente a Palazzo Chigi».
La nota congiunta: «Blocco dei licenziamenti»«Le lavoratrici e i lavoratori pretendono risposte sul futuro dell’ex Ilva ed il sistema manifatturiero attende di conoscere il destino della produzione di acciaio nel nostro Paese, non accetteremo passivamente un piano che risolva con anni di cassa integrazione e licenziamenti già annunciati», sottolineano Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm in una nota. Bisogna evitare l’esplosione della bomba sociale con interventi ordinari e straordinari. Bisogna mettere in salvaguardia i lavoratori, prime vittime delle scelte di chi ha avuto ed ha responsabilità decisionali.Subito il blocco dei licenziament», aggiungono.
Il destino dei 2.500 lavoratori dell’indottoNei giorni scorsi, le aziende dell’indotto avevano deciso di accogliere la richiesta del governo di sospendere i piani di licenziamento per 2.500 lavoratori dell'indotto, in attesa della decisione della Corte d’Appello di Milano.Articolo in aggiornamento...













