PORDENONE - L'Oculus è una delle opere più rappresentative della rinascita di Ground Zero. Si tratta dell'avveniristica struttura bianca, firmata da Santiago Calatrava, che comprende la maxi stazione metro-ferroviaria e il centro commerciale di Lower Manhattan, all'interno del nuovo World Trade Center.

Per la costruzione dell'edificio in acciaio - dalla forma di mani che lasciano volare una colomba - fondamentale il contributo dell'azienda metalmeccanica pordenonese Cimolai. L'impresa friulana ha collaborato alla definizione progettuale dell'opera, realizzata tra il 2012 e il 2014. Oggi, a 25 anni dagli attentati dell'11 settembre - in cui persero la vita 2.977 persone - omaggiamo il ricordo delle vittime e celebriamo la rinascita, ripercorrendo la ricostruzione di Ground Zero. Ricostruzione che si intreccia con la storia dell'azienda friulana. Non solo la grande stazione bianca, ma anche altri edifici del World Trade Center e della città in generale portano la firma di Cimolai. Come i centri culturali Perelman Performing Arts Center a Ground Zero e l'iconico Shed nel moderno quartiere di Hudson Yards.«Quello dell'Oculus - racconta il titolare Luigi Cimolai - è stato il primo dei nostri lavori a New York. In quel periodo stavamo costruendo un ponte a Dallas, collaborando con l'architetto Calatrava. Fu lui a fare il nostro nome per quell'importante commessa. E da allora non siamo più andati via. Lavoriamo in maniera continuativa a New York dal 2012, si è aperto un mercato. Attualmente ci stiamo occupando della realizzazione del treno che collega l'aeroporto di Newark in New Jersey e del George Washington Bridge». Gli interventi L'Oculus dunque ha decretato l'inizio della storia di Cimolai nella grande mela. «Il ponte di Dallas - continua l'imprenditore pordenonese - poteva restare un unicum. Poi Calatrava ha fatto il nostro nome e da lì è partito tutto. La produzione dell'Oculus ha coinvolto tre nostri stabilimenti italiani. La struttura, che ha richiesto circa 11mila tonnellate di acciaio, misura 118 metri per 35.Una delle principali sfide è stata la realizzazione di elementi architettonici di grandi dimensioni, caratterizzati da forme non convenzionali e geometrie estremamente complesse. Tra i componenti più impegnativi i grandi archi, caratterizzati da curvature tridimensionali e geometrie garantite e verificate attraverso continui controlli topografici.Complessa anche la logistica: gli elementi più piccoli sono stati spediti in container, mentre quelli fuori sagoma sono partiti via mare dalla nostra banchina di San Giorgio di Nogaro, con destinazione Brooklyn. Per raggiungere il cantiere del World Trade Center sono stati necessari oltre 400 trasporti su camion, effettuati prevalentemente di notte attraverso il Financial District». Il Perelman Performing Arts Center è stato l'ultimo edificio costruito a Ground Zero. Un centro dedicato alle arti nel cuore del World Trade Center. «In quel caso - continua Cimolai - il nostro intervento ha riguardato il completamento della progettazione strutturale, sviluppata con il design team del cliente. L'edificio è sostenuto da sette megacolonne e da una grande struttura reticolare perimetrale. La struttura metallica pesa circa 5.800 tonnellate. Per ridurre le attività di cantiere, abbiamo prefabbricato nei nostri stabilimenti italiani elementi di grandi dimensioni e dalla geometria complessa, seguendone poi l'installazione in loco». Per Cimolai, essere parte della rinascita di New York è motivo di orgoglio. «Siamo felici - spiega - del nostro contributo, dalla ricostruzione del World Trade Center alla trasformazione della città». Tra le altre opere simbolo, il secondo grattacielo più alto della città, Hudson Yards, con la terrazza The Edge al centesimo piano. Ma anche la costruzione a nido d'ape Vessel, il Louis Armstrong Stadium e il New Museum. «Progetti diversi - conclude - che hanno ridefinito lo skyline e creato luoghi dedicati a cultura, sport e socialità. Per noi significa aver portato a New York il valore e la qualità del saper fare italiano».