VIENNA - Piccola nelle dimensioni, ma non nelle ambizioni. Con la nuova ID. Polo, Volkswagen prova a riportare nell’universo elettrico quella semplicità che per decenni ha rappresentato uno dei punti di forza del marchio. Un’auto facile da capire, da utilizzare e, soprattutto, da guidare. Per farlo Wolfsburg non si è limitata a recuperare uno dei nomi più conosciuti della sua storia, ma ha ripensato profondamente l’approccio seguito con le prime vetture della famiglia ID. Il risultato è una compatta che, nonostante sotto la carrozzeria non abbia nulla in comune con la Polo a benzina, riesce a trasmettere fin dai primi chilometri un’impronta tipicamente Volkswagen.
Il cambio di passo rispetto alle precedenti elettriche di Wolfsburg si percepisce già prima di muoversi. La ID. Polo rinuncia infatti alle forme volutamente futuristiche delle prime ID. per adottare proporzioni e tratti più familiari. Lunga 4,05 metri, larga 1,82 e alta 1,53 metri, presenta un frontale pulito, fari sottili raccordati dalla firma luminosa e superfici semplici. Anche il montante posteriore richiama immediatamente il linguaggio stilistico che da decenni accompagna le compatte di Wolfsburg. Non è un caso: Volkswagen ha voluto rendere la ID. Polo riconoscibile prima di tutto come una propria vettura e soltanto dopo come un’elettrica.












