Il prossimo grande choc strategico potrebbe arrivare da un fronte che oggi i servizi di sicurezza non stanno ancora osservando. È l'avvertimento lanciato da Ken McCallum, direttore generale dell'MI5, nel giorno del 25° anniversario degli attentati dell'11 settembre 2001.Il nuovo allarmeCome riportato da Reuters, secondo il capo dell'intelligence britannica, il rischio è quello di concentrarsi troppo sulle minacce del passato e di prepararsi a contrastarle con gli stessi strumenti utilizzati allora. Al contrario, sostiene McCallum, un nuovo attacco di portata internazionale potrebbe avere caratteristiche completamente diverse e svilupparsi lontano dagli scenari già conosciuti. La minaccia jihadista non è comunque scomparsa. Al Qaeda resta attiva e, insieme ad altri gruppi estremisti, conserva l'obiettivo di provocare attentati con un elevato numero di vittime. A dimostrarlo, secondo McCallum, sono anche recenti tentativi terroristici sventati nel Regno Unito. Ma oggi lo scenario della sicurezza è molto più ampio rispetto al 2001. L'MI5 deve fare i conti anche con attività ostili riconducibili a Stati stranieri, dal sabotaggio affidato a gruppi criminali fino agli attacchi informatici contro infrastrutture essenziali. Un altro elemento di vulnerabilità è rappresentato dal crescente ruolo dei privati nella gestione di servizi e sistemi strategici. Per questo, secondo il direttore dell'MI5, governi, aziende e università devono lavorare insieme per individuare in anticipo i punti deboli e stabilire con chiarezza chi debba intervenire in caso di emergenza.
«Il prossimo 11 settembre potrebbe essere pianificato in un luogo insospettabile»
Il prossimo grande choc strategico potrebbe arrivare da un fronte che oggi i servizi di sicurezza non stanno ancora osservando. È l'avvertimento lanciato da Ken McCallum, direttore...











