A Satriano, l’11 settembre ha anche il nome di Joe Riverso. Aveva 34 anni, viveva a White Plains, nello Stato di New York, e lavorava come operatore obbligazionario per Cantor Fitzgerald. La sua scheda nel memoriale del Voices Center for Resilience riporta quei pochi dati essenziali: l’età, la città, il lavoro, la presenza al World Trade Center. Dietro quelle informazioni c’è una vita interrotta dagli attentati del 2001, con affetti e radici che arrivavano fino alla Calabria.

Le radici a Satriano

I genitori, Domenico Riverso e Teresina Zangari, erano emigrati negli Stati Uniti negli anni Sessanta. Joe era tornato più volte a Satriano, mantenendo il rapporto con il paese della famiglia. La vita americana di Joe aveva un punto di riferimento nel football della Archbishop Stepinac High School. Prima giocatore, poi assistente allenatore, era rimasto legato alla squadra anche dopo gli studi. Nel 1999 era arrivata l’assunzione alla Cantor Fitzgerald, nella Torre Nord del World Trade Center. Continuava però a lavorare anche al pub Sports Page e ad aiutare sul campo. Nel ritratto pubblicato da The Examiner nel 2011, gli amici descrivono un uomo instancabile. Al centro delle sue giornate c’era la figlia Danielle: il desiderio di garantirle un futuro spiegava, nei loro ricordi, l’impegno con cui affrontava lavori e responsabilità.