di
Mario Platero
Il ricordo: «Vedo sullo schermo le Torri curvarsi su stesse e crollare, un mare di detriti che implode e si accumula proprio là dove mi trovavo io pochi minuti prima, con il Land Cruiser e con il mio cane Juno»
NEW YORK - Questa è la storia di una giornata che mi ha segnato sul piano emotivo e su quello morale. È la storia del trauma dell’11 settembre che ha colpito l’America in pace e all’apice del suo potere, di una scintillante giornata di sole che diventa lutto collettivo, di come il mio adorato cane, Juno, e il mio Land Cruiser verde scuro modello '93 forse mi hanno salvato la vita.
È la narrazione di un momento che cambia il corso della storia, di quell’orrore vissuto in prima persona sotto le Torri Gemelle, quando, davanti a me, la palla rossa di fuoco del secondo attacco alla Torre Sud del World Trade Center, esplode violenta e inaspettata con un frastuono e con un’onda d’urto che non mi aspettavo.











