New York - È una bella giornata a Manhattan, splende il sole, il cielo è blu, spira una brezza fresca, attraverso l'’aria frizzante e trasparente dell’autunno lo sguardo può spaziare da un capo all’altro della città. Dall’ultimo piano del mio palazzo a nord di Manhattan si vedono salire in distanza volute di fumo. Così da lontano la sensazione è di una strana calma, poi ti rendi conto che nello spazio vuoto, dove adesso si leva il fumo, solo qualche ora fa svettavano due degli edifici più alti del mondo, le torri del World Trade Center, il punto di riferimento che da decenni utilizziamo per orientarci, il sud della bussola qui a New York.

11 settembre 2001: l’attentato alle Torri Gemelle, il “grande stupro” e i “miserabili del terrorismo”

11 Settembre 2024

È un disastro reale e irreale insieme, del tutto locale e totalmente globale. Ho sentito dell’attacco grazie ad una telefonata dall’Italia, chi a Roma guardava la Cnn aveva saputo prima di me quello che era successo a quindici chilometri da casa mia. Uno dei superstiti del World Trade Center ha detto: "Era come in televisione". Si è vista una donna piangere mentre scattava fotografie, e persino un pompiere scattare foto come un turista provinciale.