NEW YORK - Quando la tragedia ti sfiora da vicino c'è sempre un brivido, un punto interrogativo, una vena di preoccupazione. Dico questo non perché l’attacco di ieri a Manhattan sia avvenuto a New York, dove abito, e dove ci sono una media di due omicidi al giorno, ma perché è avvenuto nello stesso isolato dove c'è il grattacielo nel quale entro ogni giorno per andare al lavoro, sulla 52esima e Park Avenue. Perché dalle finestre dell’immobile dove salgo regolarmente al trentesimo piano, vedo a un passo, gli uffici della Rudin and Co, sul trentatreesimo piano. E perché è normalissimo essere per strada poco prima delle 6:30 di una serata chiarissima e calda come era quella di ieri, quando questo sconosciuto personaggio del Nebraska chiamato Shane Devon Tamura ha scatenato l’inferno.