Di: Il giardino di Albert / Christian Bernasconi Dopo mesi segnati da temperature record e siccità, il dibattito pubblico e politico svizzero torna a interrogarsi sull’efficacia delle misure adottate finora per il clima. Si tratta di un dibattito complesso, in cui le diverse sensibilità cercano una sintesi difficile. La comunità scientifica presenta dati ormai consolidati che descrivono il riscaldamento globale non come un’ipotesi, ma come una realtà misurabile. Tuttavia, tradurre queste evidenze in azioni concrete si scontra con la necessità di bilanciare la transizione ecologica con la stabilità economica.In questo scenario, la vera svolta potrebbe non dipendere solo dalla solidità dei dati scientifici, ma anche dal modo di raccontarli. Estate rovente, il dibattito politicoPrima Ora 02.09.2026, 18:00La scienza del raccontoGoverni e ONG (Organizzazioni non governative) di tutto il mondo investono ogni anno in campagne di sensibilizzazione sulla crisi climatica, ma finora mancava una valutazione scientifica e rigorosa su quale strategia sia davvero efficace e quale no. Questa lacuna è ora stata colmata da un gruppo di ricerca dell’Università di Ginevra, legato al Dipartimento di psicologia e al Centro svizzero per le scienze affettive. I ricercatori hanno condotto la prima grande meta-analisi (cioè una sintesi di vari studi) sul tema, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Journal of Environmental Psychology. Analizzando 71 studi pubblicati a livello internazionale per un campione complessivo di oltre 216’000 partecipanti, gli studiosi hanno misurato l’impatto reale di 15 diverse strategie di comunicazione pubblica. I risultati sono chiari: le emozioni e le storie battono i puri fatti.https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/L%E2%80%99estate-del-2026-%C3%A8-stata-la-pi%C3%B9-calda-di-tutte--4073062.htmlStrategie diverse, risultati diversiLa ricerca dimostra che quasi tutte le strategie di comunicazione analizzate hanno un effetto positivo, seppur ridotto, nel promuovere comportamenti sostenibili. Tuttavia, emergono differenze profonde:La forza della meraviglia e dell’etica: le strategie mirate a suscitare stupore per la bellezza della natura (come mostrare il fascino di un paesaggio incontaminato) e quelle basate sul dovere morale hanno registrato le performance migliori.Le storie battono i grafici: gli approcci basati sullo storytelling (raccontare storie di vita vissuta o di comunità che cambiano) si sono rivelati nettamente superiori alla semplice presentazione di grafici e prove scientifiche. Colmare il “deficit di conoscenza” dei cittadini non basta a far cambiare abitudini.Azioni pratiche, non catastrofismo: spiegare come fare qualcosa (fornire linee guida su azioni specifiche e accessibili) è molto più efficace che limitarsi a descrivere la gravità del problema.https://rsi.cue.rsi.ch/cultura/societa/Raccontami-il-clima--1815140.htmlColpevolizzare non serveSecondo lo studio, una strategia sembra però aver fallito: il richiamo alla responsabilità individuale e collettiva. Messaggi del tipo “il futuro del pianeta dipende solo da te” o incentrati sul senso di colpa non hanno mostrato alcun effetto significativo. Secondo gli studiosi quando le persone si sentono colpevolizzate o private della loro libertà di scelta, tendono a sviluppare una resistenza emotiva, rifiutando il messaggio o minimizzando il problema per difendersi dall’ansia.Immagini e semplicitàUn altro dato emerso dallo studio riguarda il formato del messaggio: le immagini vincono sul testo. Nell’era dei social media, l’uso di elementi visivi aumenta drasticamente l’efficacia della comunicazione. Le immagini vengono elaborate dal nostro cervello in modo più immediato e profondo. Combinare troppi messaggi diversi contemporaneamente (ad esempio unire dati scientifici, conseguenze economiche e consigli pratici in un unico testo) non serve. Gli effetti non si sommano. Meglio un messaggio unico, semplice e focalizzato.Quattro regole d’oro In sintesi, per massimizzare l’impatto delle campagne di sensibilizzazione, la ricerca suggerisce di:Evitare di colpevolizzare il pubblico puntando sul senso di responsabilità o sul dovere forzatoPrivilegiare l’emozione e la bellezza (mostrando la meraviglia della natura o raccontando storie umane) rispetto alla fredda esposizione di dati e graficiFornire istruzioni chiare e pratiche su cosa fare, offrendo soluzioni concrete anziché limitarsi a descrivere la catastrofeSfruttare la potenza delle immagini e dei formati visivi rispetto ai testi lunghi e complessihttps://rsi.cue.rsi.ch/cultura/societa/%C2%ABIl-pianeta-brucia-e-noi-stiamo-a-guardare%C2%BB--4061736.htmlUna sfida lunga trent’anniIn un celebre studio del 2021 intitolato “Three Decades of Climate Mitigation”, gli autori ricordano come, nonostante trent’anni di allarmi scientifici e negoziati politici, la curva delle emissioni globali non abbia ancora accennato a flettere in modo significativo. Il lavoro dell’Università di Ginevra sottolinea che il problema oggi non è più la mancanza di prove del cambiamento climatico, ma il modo in cui le evidenze sono trasmesse al pubblico. Adeguare il modo di comunicare il clima si conferma quindi come una necessità per spingere la società verso una maggiore sostenibilità.
Come comunicare il clima in modo efficace - RSI
Uno studio dell’Università di Ginevra rivela che meraviglia, etica e storytelling superano i dati puri nel promuovere scelte sostenibili








