TREVISO - Entrare nella casa funeraria di Ivan Trevisin e sentirsi legati alla vita come mai prima. Un luogo luminoso, elegante, con angoli, divani, un bistrot e ampi spazi per momenti di incontro, raccoglimento. Tutto tranne che un luogo tetro, lontanissimo dall'idea comune legata all'atmosfera funebre. L'immagine è quella di annodare presente e passato, dare valore ai legami e rendere i riti meno retorici e più umani. Un'idea molto vicina all'immaginario nordico, che si riflette nel bel giardino con la grande fontana e nel verde che circonda gli edifici. «Nel 2000 non c'era la legge per le case funerarie in Italia-racconta Trevisin- Da noi questo tipo di strutture sono arrivate con un certo ritardo rispetto al resto d'Europa, la morte resta ancora un tabù. Nel 2005 la Lombardia ha aperto a queste strutture, e nel 2010 ha aperto la prima casa funeraria moderna in Veneto. Io desideravo un luogo un po' a mia immagine, lo desideravo a Treviso ma non in una zona industriale o di fianco a una rotonda vicino alla tangenziale. La volevo vicino al verde o a un corso d'acqua. E ho avuto la fortuna nel 2020 di incappare nel fallimento del vecchio concessionario Opel tra Treviso e Villorba».
Come cambiano i funerali. Bistrot, arte e musica nella la Casa Funeraria, e riti personalizzati per i defunti
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