TREVISO - L'ultimo sguardo a chi non c'è più non serve a negare la morte, ma a fissare il confine del ricordo. Poter salutare un corpo che mostra un aspetto sereno e curato permette a chi resta di compiere il distacco senza il trauma della deformazione. È una necessità psicologica precisa: per iniziare a elaborare il lutto, abbiamo bisogno che l'ultima fotografia mentale coincida con la versione migliore della persona che abbiamo amato, preservandone la dignità e l'identità profonda.

È in questo spazio, sospeso tra il dolore e la memoria, che si inserisce la tanatoestetica. La tanatoestetica risponde esattamente a questo bisogno: non è un artificio per nascondere la fine, ma un intervento tecnico mirato a proteggere la dignità del defunto nel momento del commiato. A Treviso le Case Funerarie di Ivan Trevisin e Marco Trevisin investono nella formazione del personale con un corso affidato al tanatoprattore spagnolo Javier Eduardo Chavez Inzunza. Un percorso di formazione tecnica e pratica per migliorare la preparazione e la presentazione del defunto e aiutare le famiglie ad affrontare il momento del commiato con maggiore serenità.«La cura della persona non si interrompe con la morte. Anche nel momento del commiato, infatti, professionalità, attenzione e rispetto possono assumere un valore importante per chi rimane». È con questa filosofia che le case funerarie di Ivan Trevisin e Marco Trevisin, rispettivamente una ai confini tra Villorba e Treviso mentre l'altra a Roncade, hanno organizzato nei giorni scorsi un percorso formativo dedicato alla tanatoestetica, rivolto al proprio personale.Rocco Verna, il professore più amato d'Italia, è morto a 77 anni: «I suoi ragazzi lo adoravano. La scuola era la sua vita» Il corso Si tratta di una disciplina che comprende una serie di tecniche finalizzate alla cura e alla presentazione della persona deceduta: dall'igiene alla vestizione, dalla cura del volto e dei capelli agli interventi estetici necessari per restituire un aspetto il più possibile naturale e composto. Un'attività che richiede competenze specifiche, ma anche sensibilità, discrezione e consapevolezza del particolare momento che stanno vivendo i familiari. A condurre il corso è stato il dottor Javier Eduardo Chavez Inzunza, tanatoprattore spagnolo di esperienza internazionale, socio fondatore della International Academy of Thanatotechnological Studies e specializzato presso l'Universidad de Salamanca, l'Universidad Rey Juan Carlos e l'Institut Français de Thanatopraxie.«È un regalo che facciamo alla famiglia perché abbia un ricordo della persona amata per l'eternità - racconta Inzunza - il nostro intervento è l'inizio del lavoro di elaborazione del lutto. Il senso è quello di rendere meno traumatico l'ultimo saluto. Per questo io amo ripetere che questo lavoro è un'arte. Nessuno di noi è pronto a lasciar andare un proprio caro. Ricordarlo nella sua luce migliore è quello che noi cerchiamo di fare con discrezione. È un lavoro molto particolare e speciale».Lauro Michelutti, l'ex vigile urbano in moto muore a 83 anni dopo la lotta contro il tumore: «Garbato e generoso» La scelta Il percorso alterna aspetti teorici ed esercitazioni pratiche e nasce dalla volontà delle due case funerarie che, seppur operando ognuna in modo autonomo, uniscono le proprie energie per investire costantemente nella preparazione dei propri operatori. Una scelta che va oltre il semplice aggiornamento professionale: significa mettere competenza e tecnologia al servizio di una dimensione profondamente umana. «Formare il nostro personale significa aumentare la qualità del servizio che offriamo alle famiglie - spiegano Ivan e Marco Trevisin -. Nel momento dell'ultimo saluto anche un particolare può avere un significato importante. Il nostro obiettivo è fare in modo che i familiari possano ritrovare nel volto e nell'aspetto del proprio caro un'immagine serena e dignitosa, riducendo per quanto possibile l'impatto traumatico della morte».