«È stato tutto come immaginavo e speravo. Nessuna paura, mentre ero chiusa in gabbia mi guardavo intorno e ho capito cosa provasse il mio papà». La prima volta non si scorda mai. Soprattutto se si viene calati – o meglio dire «toncati» - lentamente all’interno di una gabbia nelle fredde acque del fiume Adige. E solo per rendere omaggio al proprio padre, scomparso lo scorso novembre all’età di 76 anni, portando così avanti una tradizione di famiglia che dura da oltre 38 anni. È la storia di Tania Vianini, 42enne trentina che domenica 22 giugno ha saputo scrivere un nuovo capitolo delle Feste Vigiliane di Trento. Una manifestazione che fa della «tonca» nell’Adige uno dei suoi momenti più iconici. In poche parole, i personaggi politici locali che si sono contraddistinti in negativo durante l’anno vengono scelti e «condannati» per penitenza a fare un bagno nelle acque del fiume, mentre vengono calati da un ponte all’interno di una gabbia. Un modo scherzoso della tradizione trentina per mettere alla luce le principali criticità del territorio. Tuttavia, nessun politico è mai stato realmente «toncato», perché a espiare tutte le loro colpe ci ha sempre pensato - per decenni - Giorgio Vianini, anche conosciuto come «l’uomo della tonca». La sua scomparsa ha spinto la figlia Tania a raccogliere il suo testimone.