La nuova Mps targata Intesa-Unipol manterrà il marchio e la sede centrale a Siena, mentre per Generali saranno difese la stabilità dell'azionariato e l'indipendenza.

Sono le due garanzie messe sul tavolo dal consigliere delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina nel giorno in cui i soci della banca hanno dato un via libera quasi unanime all'aumento di capitale a servizio dell'opas sul Montepaschi. «Oltre cinque secoli di storia hanno creato un legame straordinario con Siena, la Toscana, le persone, le imprese e le comunità di questi territori», ha spiegato Messina nel messaggio scritto rivolto ai soci e al mercato al termine dell'assemblea.

Per questo motivo, ha assicurato, «vogliamo preservare e valorizzare questa identità e il legame con Siena all'interno di un progetto industriale più ampio».

In caso di successo dell'opas, è previsto «il successivo coinvolgimento di Unipol per la creazione del secondo gruppo bancario nel nostro Paese, con una forte base azionaria italiana, il mantenimento del marchio Mps e della sede centrale a Rocca Salimbeni».

La rassicurazione tocca uno dei punti più sensibili dell'operazione: il destino dell'identità del Monte, per cui la stessa premier Giorgia Meloni aveva mostrato preoccupazione nell'intervista rilasciata lo scorso 14 agosto a MF-Milano Finanza.