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Andrea Rinaldi
Ha partecipato il 63,9% del capitale sociale. L’ad Messina: «Mps un patrimonio mondiale che vogliamo preservare. Generali? Acquisizione puramente finanziaria»
L’assemblea di Intesa Sanpaolo quasi all’unanimità vota sì all’operazione propedeutica all’acquisto di Mps: l’aumento di capitale fino a una massimo pari a 5,7 miliardi di azioni ordinarie da scambiare con quelle dei soci di Monte Paschi. Il risultato era scontato e in assise la partecipazione ha raggiunto il il 63,8% del capitale sociale (l’attesa era tra il 60 e il 65%): i voti favorevoli sono stati quasi 11 miliardi (10.952.907.059), pari al 96,9% delle azioni depositate. Agli azionisti è andato il ringraziamento dell’ad Carlo Messina: «L’offerta annunciata a giugno e il voto di oggi sono tappe concrete di un percorso che intendiamo portare avanti con determinazione», ha affermato il top manager. «Il gruppo che intendiamo costruire sarà tra i principali protagonisti del panorama bancario europeo», ha aggiunto Messina, che, rivolgendosi ai soci di Rocca Salimbeni, ha speso anche parole per rassicurare politica locale e nazionale e dipendenti e clienti della banca toscana: «Agli azionisti Mps offriamo l’opportunità di partecipare alla crescita di uno dei principali gruppi bancari europei e alla sua capacità di creare e distribuire valore. Ai clienti Mps potremo mettere a disposizione la tecnologia, i prodotti, le competenze specialistiche e la dimensione internazionale di Intesa Sanpaolo, mantenendo la vicinanza ai territori che caratterizza entrambe le banche». Ca’ de Sass prevede circa 13.100 nuove assunzioni entro il 2029. Monte dei Paschi di Siena, ha poi proseguito il banchiere «rappresenta una storia unica nel panorama bancario mondiale. Oltre cinque secoli di storia hanno creato un legame straordinario con Siena, la Toscana, le persone, le imprese e le comunità di questi territori. È un patrimonio di identità, professionalità, relazioni e fiducia che consideriamo un grande valore. Vogliamo preservare e valorizzarequesta identità e il legame con Siena all’interno di un progetto industriale più ampio, più solido e con maggiori possibilità di crescita».










