Anche perchè l’esito del voto è stato ottenuto in presenza di un’ampia parte del capitale complessivo della banca che in larga parte è istituzionale, che si è così allineata alle indicazioni arrivate dai due principali proxy advisor, Iss e Glass Lewis: gli investitori istituzionali esteri rappresentano il 58,4% del capitale, quelli italiani un ulteriore 6,24%, mentre alle fondazioni ex bancarie fa capo il 19,88 per cento. Si tratta insomma di un risultato che certifica il sostegno della base azionaria di Ca’ de Sass al progetto industriale che fa perno sull’integrazione di Mediobanca e di parte di Mps. Componente istituzionale che, almeno in parte, è presente anche nel capitale di Mps: tra questi BlackRock, Vanguard e Norges Bank.La road map e la contro-risposta MpsEd è proprio da Mps che Intesa Sanpaolo ora dovrà guardarsi per non farsi intralciare nel suo percorso. All’Opas di Intesa, Mps ha risposto mettendo sul tavolo le due Ops parallele su Banco Bpm e Banca Generali. Proprio oggi Montepaschi ha depositato in Consob i documenti delle due offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali, per cui ha presentato le richieste di autorizzazione alle autorità competenti. Il vero banco di prova, tuttavia, è costituito dall’assemblea del 29 ottobre, quando gli azionisti del Monte saranno invece chiamati a esprimersi sulla doppia offerta, a cui si dovrebbe aggiungere anche il progetto di fusione con Mediobanca. Possibile dunque che la controffensiva di Lovaglio arrivi al voto dei soci a ridosso dell’apertura dell’Opas Intesa o mentre il percorso verso l’offerta sarà nella sua fase finale, facendo così entrare in collisione i due schemi alternativi. Si vedrà. Di certo il voto di oggi, anche per le dimensioni, rappresenta un viatico fondamentale per Intesa Sanpaolo.Il ceo Carlo Messina: «Un passaggio fondamentale»«Ringrazio i nostri azionisti per il forte sostegno espresso oggi a favore della nostra proposta», ha dichiarato il ceo di Intesa Sanpaolo al termine dell’assemblea. Per Messina, «l’approvazione dell’aumento di capitale rappresenta un passaggio fondamentale» per realizzare l’operazione annunciata a giugno su Monte dei Paschi e «costruire un Gruppo ancora più forte».Il numero uno di Ca’ de Sass rivendica soprattutto il punto di partenza dell’operazione. «Intesa Sanpaolo affronta questa operazione da una posizione di grande forza», sottolinea Messina, ricordando che il gruppo è «tra le banche più profittevoli in Europa». E l’integrazione con Mps, in questa prospettiva, rappresenta «l’acceleratore di una strategia di crescita che sta già producendo risultati importanti».Il banchiere si rivolge però anche all’altra parte dell’Opas. «Agli azionisti MPS offriamo l’opportunità di partecipare alla crescita di uno dei principali gruppi bancari europei e alla sua capacità di creare e distribuire valore», afferma il ceo. Ai clienti del Monte, invece, Intesa promette di mettere a disposizione «la tecnologia, i prodotti, le competenze specialistiche e la dimensione internazionale» del gruppo.