di
Andrea Rinaldi
La partecipazione stimata tra il 60 e il 65%, il voto favorevole verso il 90%. Il peso degli investitori istituzionali stranieri, soci anche di Siena
L’assemblea di Intesa Sanpaolo in programma oggi va verso il consenso unanime: all’ordine del giorno la delega al cda di aumentare il capitale sociale fino a un massimo di 5,7 miliardi di nuove azioni al servizio dell’offerta di acquisto e scambio promossa su Mps. La proposta della banca guidata da Carlo Messina valorizza l’istituto toscano 30,6 miliardi e prevede di scambiare con i soci di Rocca Salimbeni 16 nuove azioni di Intesa ogni 10 titoli Monte Paschi a cui verrà aggiunto un euro in contanti, per un totale della componente cash di 3 miliardi. I bookmaker danno una partecipazione assembleare intorno al 60-65% (più verso la parte alta della forchetta) sulla scia delle precedenti assise, mentre i voti favorevoli viaggerebbero intorno al 90%. Non sono pochi i fattori che convinceranno il mercato a votare sì, lo stesso presidente dell’istituto, Gian Maria Gros-Pietro, al forum Ambrosetti si è detto fiducioso di «un largo appoggio dei nostri azionisti».
Gilli (Compagnia): «Operazione strategica»Innanzitutto il parere positivo sull’operazione espresso nelle scorse settimane dai proxy advisor Iss e Glass Lewis e poi il fatto che l’Opas si sta mantenendo lungamente a premio: ieri +0,2%. E poi la prospettiva di un incremento degli utili e dunque del flusso cedolare, che dovrebbe più che compensare la diluizione dei soci. Le fondazioni bancarie infatti si sono schierate sin dal primo giorno a favore dell’offerta e pure ieri il numero uno di Compagnia di San Paolo, Marco Gilli, ha ribadito che «questa operazione abbia innanzitutto un rilevante valore strategico per il Paese, in quanto consente la costituzione di un operatore di dimensioni maggiori. Per essere realmente competitivi abbiamo bisogno di gruppi finanziari di scala sempre più ampia. La nascita di questo polo, che diverrebbe il primo o il secondo gruppo bancario europeo, è quindi nell’interesse non solo dell’Italia ma anche dell’Europa, che necessita di istituzioni finanziarie in grado di operare efficacemente su base globale».











