C'è il sospetto che nell'intervallo - anziché il classico the caldo - ai giocatori della Roma sia stata somministrata una massiccia dose di camomilla. Perché altrimenti non si spiega quel rientro in campo nella ripresa, avanti di un gol, così mollo che ha fatto pervenire al pareggio un Fenerbahce che poi con Muriqi poco dopo ha gettato alle ortiche la rete del sorpasso. Una Roma bella e intraprendente nel primo tempo, che magari non ha creato tantissime occasioni (la più limpida, prima del gol di Cristante, è capitata sul destro di Dybala) ma che ha tenuto benissimo il campo con personalità. Poi nel primo terzo del secondo tempo la squadra giallorossa è stata passiva, svuotata: invece di provare a chiudere la partita ha lasciato tempo e spazio ai turchi che - dopo il gol di Brown - hanno rischiato di passare addirittura in vantaggio. Poi i ragazzi di Gasp si sono risvegliati, hanno provato a riprendere in mano il pallino del gioco dando l'impressione che con un po' di cattiveria in più la partita si sarebbe potuta portare a casa. Strano il cambio Pisilli per Kone, strano che non ci sia stato qualche minuto per Castro, così brillante e intraprendente nella sfida contro l'Atalanta.