Ultimi fuochi prima della votazione, in programma il 21 settembre, per eleggere il nuovo rettore dell’Università di Sassari. Stasera, nell’Aula Magna dell’Ateneo, i 4 candidati hanno sintetizzato le loro proposte nell’incontro promosso dall’Unione degli Universitari di Sassari. Sul tavolo i temi principali del programma, dal rapporto con la città, al bilancio dell’ateneo turritano, a Olbia. Proprio sul consuntivo degli iscritti e dei finanziamenti emergono le divergenze.

«Abbiamo perso», dichiara Uzzau, ordinario nel dipartimento di Scienze Biomediche, «1670 studenti negli ultimi sei anni». Con ricadute sul Fondo di finanziamento ordinario che, però, due concorrenti smentiscono. «Abbiamo tenuto botta su entrambi gli aspetti», precisa Giorgio Pintore, ordinario di Biologia farmaceutica. «Siamo solidi dal punto di vista finanziario», afferma l’ordinario di Diritto del Turismo Francesco Morandi. Il ragionamento di Omar Chessa, ordinario di Diritto Costituzionale, punta a un’altra lettura della situazione.

«La verità è che non possiamo competere ad armi pari con gli altri atenei. Il modello nazionale non è tagliato su misura per noi», sostiene. Per questo annuncia la proposta di rivedere alcune regole oltre alla necessità di un orizzonte finanziario pluriennale. A proposito di soldi, i 45 milioni destinati a Olbia dalla Regione, in 15 anni per il Dipartimento di Innovazione, ricevono opinioni diverse. Morandi difende la scelta e assicura come i corsi di laurea non si sovrapporranno a quelli di Sassari.