| 10 Settembre 2026 19:11 |
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Roma, 10 set. (askanews) – Proprio nel giorno in cui la Bce è tornata ad alzare i tassi di interesse di riferimento per tutta l’eurozona, il caro petrolio – che in serata vede il barile superare quota 106 dollari – ha messo a segno nuovi balzi rialzisti. Uno altro shock, che stavolta ha proiettato al rialzo tutti i tassi di mercato sull’obbligazionario pubblico nel mondo, nella prospettiva che sia l’istituzione europea, sia le Federal Reserve statunitese, sia altre banche centrali siano costrette a muovere ulteriormente verso l’alto il costo del danaro.
Questo ha finito per favorire letture più aggressive e restrittive anche delle comunicazioni direttorio Bce, che altrimenti avrebbero mantenuto una linea abbastanza cauta e prudente. La presidente Christine Lagarde ha accuratamente evitato di sbilanciarsi verso qualsivoglia indicazione sulle mosse future.
“I mercati fanno il loro lavoro e noi facciamo il nostro – ha detto, rispondendo ad una domanda sulle aspettative degli operatori di mercato sul futuro dei tassi Bce -. E vi posso assicurare che tutta la discussione di oggi è stata focalizzata sulla decisione che abbiamo preso. Non abbiamo per nulla discusso di alcun tipo di percorso futuro, perché siamo assolutamente seri” sulla procedura decisionale che prevede di non vincolarsi su alcuna decisione futura.











