I mercati arretrano dopo che ieri il prezzo del petrolio ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta da luglio, a causa dell'escalation della guerra nel Golfo Persico, che ha innervosito gli investitori mandando in altalena l'azionario e facendo salire i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi al livello più alto degli ultimi tre anni. Sale l’attesa per i dati sull'inflazione americana in agenda domani che potrebbero rafforzare le aspettative di un aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve la prossima settimana. Oggi, intanto, è il turno della Bce.

I prezzi di Poste e Tim allineati nel penultimo giorno dell'Opas

Poste e Tim rimangono allineate in Borsa al valore dell'offerta pubblica di acquisto e di scambio avviata lo scorso 20 luglio e in chiusura l'11 settembre. Entrambi i titoli sono in lieve calo, Poste dello 0,47% a 25,54 euro e Tim dello 0,24% a 7,5 euro. Calcolando la quota in denaro offerta da Poste pari a 1,97 euro e le 0,218 azioni riconosciute per ogni titolo Tim conferito, si ottiene un valore di 7,53 euro, praticamente pari a quello espresso da Piazza Affari.

Ieri le adesioni all'Opas di Poste Italiane su Tim hanno raggiunto il 10,69%, con oltre 60,4 milioni di titoli conferiti in un solo giorno, che hanno portato il totale a oltre 182 milioni di azioni. Lo scorso lunedì 7 settembre Poste ha incrementato di 0,30 euro il corrispettivo in contanti, portandolo da 1,67 a 1,97 euro e ha annunciato di rinunciare alla condizione soglia, acquistando cioè tutti i titoli conferiti anche qualora fossero meno del 66,67% dei diritti di voto esercitabili in assemblea.