Prezzi del gas in calo, nonostante HormuzI prezzi del gas all'hub olandese Ttf sono in calo del 2,2% a 59,6 euro al Mgawattora. Permangono le preoccupazioni sull'offerta legate all'incertezza sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. I colloqui tra Stati Uniti e Iran sembrano essere in una fase di stallo, con entrambe le parti che hanno una posizione intransigente e con il presidente Trump che insiste sul fatto che Washington abbia il pieno controllo del tratto di mare tra Iran e Oman. Le interruzioni delle spedizioni hanno drasticamente ridotto i flussi di Gnl dal Golfo, ritardando significativamente le consegne dal principale esportatore Qatar e rendendo difficile per l'Europa ricostituire le scorte di gas in vista dell'inverno. Gli analisti prevedono che i prezzi del gas in Europa si manterranno stabili fino a quando i livelli di stoccaggio non mostreranno segnali più chiari di aumento prima dell'inizio della stagione del riscaldamento. Allo stesso tempo, le intense ondate di calore estive nell'Europa meridionale e centrale hanno incrementato la produzione di energia elettrica a gas per soddisfare il fabbisogno di raffreddamento, sottraendo gas alle scorte.

Il Punto sui mercati del 13 agostoSi preannuncia una seduta dei mercati in rialzo grazie ai dati sull'inflazione americana abbiano rassicurato gli investitori. Le scommesse degli operatori vedono ora meno probabile un rialzo dei tassi da parte della Fed alla ripresa autunnale: una settimana fa propendeva per quest'ipotesi il 54%, ora il 40%. Ieri Wall Street ha chiuso in ordine sparso mentre ora i future fanno prevedere un inizio seduta positivo. E anche in Europa i contratti sull'Eurostoxx 50 indicano una partenza in rialzo. C'è da considerare però che è una settimana particolare, quella di Ferragosto, caratterizzata da scambi ridotti e da alcuni elementi di incertezza. Per quanto riguarda l'Asia, gli investitori si sentono sollevati dal dato sull'inflazione americana, le Borse viaggiano in rialzo sostenute anche dal comparto tecnologico in forte ascesa. Intanto i prezzi del petrolio prendono fiato dopo aver registrato un sensibile rialzo all'inizio della settimana, in un mercato ancora in bilico sull'impasse in Medio Oriente per la riapertura dello stretto di Ormuz.Questa via strategica, attraverso la quale prima del conflitto transitava un quinto del greggio mondiale, rimane bloccata da Teheran, mentre gli Stati Uniti impongono da parte loro un blocco ai porti iraniani.Il presidente americano Donald Trump, che sembra ormai privilegiare un approccio più attendista nei confronti dell'Iran, ha comunque ribadito che gli Stati Uniti esercitano un controllo «totale» sullo stretto e che lo «manterranno», senza accennare a nuove offensive militari o diplomatiche. Oggi in agenda molti dati macro: il Pil e la produzione industriale del Regno Unito, la produzione industriale dell'Eurozona e l'inflazione in Spagna. Oltreoceano sarà la volta dei sussidi settimanali di disoccupazione e dei prezzi alla produzione.