Petrolio in leggero rialzoLe incertezze sulla riapertura di Hormuz si riflettono così sull’andamento del petrolio, con il Brent che scambia a 83,58 dollari al barile (+1,3%) e il Wti che sale dell’1,2% a 78,21 dollari. In rialzo di oltre il 3% anche il gas ad Amsterdam a 57,6 euro al megawattora. E mentre il rischio geopolitico rimane elevato, il mercato guarda anche alla stagione degli utili aziendali, ormai giunta alle battute finali, e ai dati macroeconomici in arrivo dagli Stati Uniti. Particolarmente importanti saranno oggi i numeri sul lavoro americano, dopo che ieri le richieste dei sussidi alla disoccupazione sono cresciuti meno delle attese. Questi dati daranno alla Fed ulteriori indicazioni sullo stato di salute dell’economia americana e potranno indirizzare le prossime mosse della banca centrale in materia di tassi. Sul valutario, l’euro scambia a 1,1523 dollari (1,1522 ieri) e a 182,42 yen (182,5). Invece il biglietto verde incrocia la divisa nipponica a 158,31 (da 158,39). Ancora in rialzo l’oro, con il contratto spot a 4.288 dollari l’oncia (+1,1%).

Europa in cauto rialzoAvvio in cauto rialzo per le Borse europee, anche se l’ultima sessione di una settimana di guadagni e record è iniziata con un rimbalzo dei prezzi del petrolio. Da lunedì il calo del greggio ha alimentato l’euforia dei mercati in previsione della riapertura dello Stretto di Hormuz, con massimi storici a Parigi, Francoforte, Milano e Madrid. Nei primi scambi l’indice Ftse 100 sale dello 0,11% a 10.877,88, a Francoforte il Dax avanza dello 0,31% a 26.225,64 punti e a Parigi il Cac40 dello 0,12% a 8.710,43 punti. Milano segna +0,10% a 53.736,45 punti. Insomma, Europa cauta con i nuovi dubbi sulla riapertura a breve di Hormuz.