Il consiglio di amministrazione di Trevi respinge all’unanimità l’Ops lanciata da Icop, l’Offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria sulle azioni, finalizzata al delisting dell’azienda. Trevi è una delle principali società mondiali nel settore delle fondazioni speciali e dell’ingegneria del sottosuolo. Icop società benefit è un gruppo italiano attivo anch’esso nel settore delle fondazioni speciali, del microtunnelling e dell’ingegneria del sottosuolo, quotato su Euronext Growth Milan. Il cda, si legge in una nota, a seguito di un’attenta valutazione delle informazioni disponibili e tenuto conto di vari fattori, inclusi i pareri rilasciati dagli advisor finanziari, ha ritenuto il corrispettivo non congruo dal punto di vista finanziario e l’offerta non conveniente per gli azionisti di Trevi.
L’offerta da 273 milioni di euro
Lo scorso 28 giugno, Icop aveva annunciato un’Ops su Trevi. L’operazione, non sollecitata né preventivamente concordata con la società, prevede un corrispettivo esclusivamente azionario pari a 0,133 azioni ordinarie Icop di nuova emissione per ogni azione Trevi. Il prezzo di offerta è pari a 4,163 euro per ciascuna azione Trevi, per un controvalore complessivo dell’operazione di circa 273 milioni di euro. Il progetto industriale di Icop mira a creare il quarto operatore mondiale nel settore dell’ingegneria del sottosuolo, un campione italiano che valorizzi know how e competenze tecniche di entrambe le realtà.






