Per il vino in Italia ci sono due buone notizie: la produzione si mantiene stabile rispetto a vent'anni fa, discostandosi nettamente da quella dell'olio di oliva, che nello stesso arco temporale ha invece registrato un crollo di quasi il 38% (più precisamente un calo di oltre il 37%). E soprattutto, il modello di consumo italiano è un modello di "moderazione" europeo. A dirlo sono, nell'ordine, l'ultimo rapporto Istat sulle produzioni agricole in Italia e lo studio "The Italian Way" dedicato al consumo responsabile, un'indagine realizzata da Federvini in collaborazione con l'Università La Sapienza.

L'istituto di statistica analizza il ventennio che va dal 2006 al 2025, l'Istituto evidenzia come la produzione vitivinicola abbia subito una contrazione davvero molto contenuta, pari al 3,6%, passando dai 49,6 milioni di ettolitri del 2006 ai 47,8 milioni del 2025. L'olio d'oliva, al contrario, accusa una diminuzione decisamente più grave, attestandosi su un -37,6%. Nonostante queste dinamiche divergenti, vite e olivo continuano a rappresentare storicamente due coltivazioni dal fortissimo carattere identitario per la nostra agricoltura sul palcoscenico internazionale, tanto che nel 2025 incidono per il 15% sull'intera superficie coltivata a livello nazionale.