Milano, 14 mag. (askanews) – Nel 2025 il settore vitivinicolo mondiale ha continuato a rallentare: i consumi sono scesi a 208 milioni di ettolitri, gli scambi internazionali a 94,8 milioni di ettolitri e la superficie vitata globale a 7,034 milioni di ettari. La produzione si è fermata a 227 milioni di ettolitri, appena sopra il minimo del 2024 ma ancora su livelli bassi per il terzo anno consecutivo. E’ quanto emerge dal report “La congiuntura vitivinicola mondiale nel 2025: dazi, clima e tendenze di consumo guidano l’adattamento del settore” realizzato dall’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv).

Il quadro emerso è il risultato di tre pressioni che si sommano: instabilità climatica, domanda più debole e maggiore incertezza commerciale, con le misure tariffarie statunitensi diventate uno degli elementi più visibili dell’anno. La riduzione del vigneto prosegue senza interruzioni: nel 2025 il calo è stato dello 0,8% sul 2024 e segna il sesto arretramento consecutivo. L’Oiv osserva che la contrazione riguarda gran parte dei principali Paesi viticoli dei due emisferi e colpisce soprattutto le uve da vino. L’Unione Europea conserva il peso maggiore con 3,2 milioni di ettari, il 45% del totale mondiale. La Spagna resta il Paese con la superficie più ampia, 919mila ettari, seguita da Francia con 740mila, Cina con 733mila e Italia con 726mila. Negli Stati Uniti la superficie continua a scendere, mentre il Brasile è tra le poche eccezioni in netta crescita, con 91mila ettari e un aumento del 9,6%.