Milano, 11 set. (askanews) – L’export del vino italiano chiude il primo semestre 2026 con un calo del 6,2% a oltre 3,6 miliardi di euro, mentre i volumi diminuiscono del 4%. I dati elaborati dall’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv) su base Istat confermano le difficoltà già emerse nel 2025, con una contrazione della domanda che riguarda sia i mercati extra-Ue, in calo del 7,5%, sia quelli dell’Unione europea, a -4,2%.

Nei primi sei mesi dell’anno gli ordini sono diminuiti in nove dei dieci principali mercati di destinazione. L’unica eccezione nella top ten è la Russia, che cresce del 15,7%. Il prezzo medio all’export arretra del 2,3%, con una diminuzione più marcata negli Stati Uniti, dove il calo raggiunge il 7,8%.

“L’Italia del vino paga, così come gli altri principali Paesi produttori, un calo strutturale della domanda a livello globale acuito da fattori congiunturali legati al potere d’acquisto e alle tensioni geopolitiche” ha dichiarato il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, aggiungendo che “siamo convinti della necessità di affrontare queste difficoltà attraverso una sistemica riorganizzazione del nostro settore, nella consapevolezza del valore socioeconomico che esso esprime”.