Fratelli d'Italia stana il Partito democratico. "Comprendiamo la strumentalità della presentazione" di questo emendamento sulle preferenze 'libere', ma "se aveste voluto approvare le preferenze ci sono state più occasioni alla Camera, in particolare una nella quale le preferenze furono battute di un solo voto e all'esito di quel voto ricordiamo i festeggiamenti da parte dell'opposizione. Non si può festeggiare la non introduzione delle preferenze alla Camera e poi proporle al Senato, è piuttosto chiaro che il tentativo è quello di spaccare il centrodestra. Ma noi, tra un emendamento del Partito democratico che strumentalmente e non al fine di avercele davvero, e mantenere gli accordi all'interno della maggioranza che permettono la reintroduzione dal 1992 delle preferenze, noi non abbiamo dubbi: manteniamo la parola, introduciamo le preferenze e voteremo contro questo emendamento". A dirlo, senza mezzi termini, è il presidente dei senatori di Fratelli d'Italia, Lucio Malan, durante la dichiarazione di voto sul subemendamento per l'introduzione delle preferenze 'libere' delle opposizioni alla legge elettorale. Legge elettorale, Lisei manda in tilt la sinistra: "Il premier 'Pinco Pallo'", scintille in aula"L'impressione è che la sinistra sia un po' allergica alla sovranità popolare. Capisco che vo..."È curioso che la sinistra continui a dire che è una legge fatta dal presidente Meloni e dal centrodestra perché temiamo di perdere. Se siete davvero così sicuri di perdere, lo speriamo per il bene dell'Italia mentre la sinistra si dice certa di vincere le elezioni, perché gli italiani sono delusi. È una contraddizione - prosegue -. Le cose che vengono criticate come annullamento della democrazia, incostituzionali e sfregio alla Costituzione sono state votate dal centrosinistra o da una parte di esso pochi anni fa. L'Italicum" di "Renzi prevedeva un premio di maggioranza con una soglia al 40% e non al 42%. Se lo propone il centrodestra, attentato alla democrazia, autocrazia, uomo o donna sola al comando". E così l'Aula del Senato ha bocciato, con 68 sì e 99 voti contrari, il sub-emendamento a prima firma del dem Dario Parrini per sopprimere i capolista bloccati e prevedere il voto di preferenza. Sulla proposta di modifica all'emendamento di maggioranza alla legge elettorale il governo si era rimesso all'Aula. Dopo la votazione dai banchi delle opposizioni sono partiti dei 'Vergogna!'.