Una ‘meta gastronomica imperdibile’: così il New York Times definisce la Festa del Torrone di Cremona. Un vero e proprio invito a nozze per i turisti, non solo americani, che leggono il celebre quotidiano americano. Che vale più di milioni di pubblicità per un città che proprio nei giorni scorsi è stata colpita e danneggiata dall’ondata di maltempo. Ma che è già pronta per la propria kermesse, in programma dal 7 al 22 novembre 2026. Nell’approfondimento firmato dalla testata statunitense, Cremona viene descritta come il cuore pulsante dell'arte liutaria mondiale – patria di Antonio Stradivari – capace di trasformarsi ogni autunno in una capitale del gusto e dello spettacolo a cielo aperto. Tra vicoli storici percorsi dall'aroma di miele e mandorle tostate, il diario di viaggio americano celebra un evento unico che sa coniugare la solida tradizione dolciaria nata nel 1441 con le più audaci tendenze della cucina contemporanea.

Un'evoluzione strategica: verso un turismo esperienziale e culturale Una vera festival folcloristico nei giorni della Festa del Torrone a Cremona

Il plauso della stampa estera consacra il percorso di posizionamento dell'evento, pensato per superare il classico impianto fieristico e diventare un vero volano di attrazione turistica internazionale. “Essere celebrati da un'istituzione come il New York Times conferma che la direzione intrapresa è quella corretta, - commenta Stefano Pelliciardi, patron di Sgp Grandi Eventi che organizza la kermesse cremonese. - La Festa del Torrone non è soltanto una celebrazione gastronomica, ma un grande festival culturale ed esperienziale. La nostra sfida è valorizzare questo potenziale ampliando l'offerta anche nei giorni feriali e intercettando un turismo colto, desideroso di scoprire le meraviglie della città e della sua storia con ritmi più distesi”.