Hanno ucciso la bambina. Poi si sono passati la pistola per togliersi la vita. A quasi due settimane dalla strage di Pietralata, gli ultimi accertamenti disposti dalla procura hanno permesso di ricostruire in parte cosa sia accaduto nella notte tra il 28 e il 29 agosto nella villetta di via dell’Antracite, dove vivevano Luca Abbasciano, 42 anni, la moglie Valentina Pambianco, 41 anni, e la figlia Bianca, 5 anni, nata con una grave disabilità. La bambina sarebbe stata la prima a morire.

A morire per ultimo, invece, potrebbe essere stata la persona che ha sparato anche al cane Teo. L’animale, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe cercato di mettersi in salvo fuggendo dalla camera da letto. Contro di lui sarebbero stati esplosi almeno tre colpi. Teo non sarebbe morto subito, ma dopo una lunga agonia. Un altro elemento che gli investigatori stanno cercando di collocare nella drammatica sequenza dei fatti per capire chi abbia premuto per ultimo il grilletto.

Il corpo di Luca è stato trovato seduto sul pavimento, con la schiena appoggiata al muro, vicino al letto matrimoniale. Sul letto erano invece Valentina e la piccola Bianca. È questa la scena che vigili del fuoco e carabinieri si sono trovati davanti quando, all’ora di pranzo del 30 agosto, sono entrati nell’abitazione, dopo l’allarme lanciato dai familiari dell’uomo.