Scienza e Tecnologia

Giovedì 10 Settembre 2026

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I microrganismi che vivono in stretta associazione con alghe, coralli e piante marine sono così sensibili ai cambiamenti ambientali da poter essere utilizzati come sistema di allerta precoce per prevenire il collasso degli ecosistemi marini . E' quanto emerge da uno studio in via di pubblicazione su Trends in Ecology & Evolution dai biologi dell'Università di Pisa in collaborazione con l'Università di Sydney.

Le comunità di microrganismi che compongono il microbioma marino svolgono funzioni essenziali per i loro ospiti: li proteggono dagli agenti patogeni, favoriscono l'assorbimento dei nutrienti, sostengono la crescita e li aiutano a sopportare meglio gli stress ambientali . In alcuni casi, ad esempio, specifiche comunità microbiche hanno aumentato la resistenza dei coralli alle ondate di calore riducendone lo sbiancamento, hanno favorito la disponibilità nelle piante marine di nutrienti e sostenuto crescita e recupero delle macroalghe. “Comprendere il ruolo del microbioma significa mettere a disposizione nuovi strumenti per chi deve monitorare, gestire e proteggere gli ecosistemi costieri", spiega Lisandro Benedetti-Cecchi dell'Università di Pisa. "Se questa prospettiva sarà confermata, potrà aiutare a rendere più tempestive ed efficac i le strategie di conservazione e le politiche di tutela del mare".