Il suono è un crepitio che sale dal fondale marino, tra coralli e pesci che giocano a nascondersi. La musica leggera della vita. Nel video realizzato dall’artista italiano Marco Barotti si notano dei pilastri in ceramica, simili ai camini vulcanici intorno ai quali si sono sviluppate le prime forme biologiche nel nostro pianeta. Su questi dei sensori che catturano dati sulla salute dell’habitat marino. Barotti, attraverso un programma di Intelligenza Artificiale, ha tradotto l’insieme dei dati e li ha trasformati nei suoni che ascoltiamo e che sono parte della sua installazione sotto il mare: Coral Sonic Resilience (Resilienza sonica dei coralli). Opera che gli è valsa una menzione d’onore allo S+T+ARTS Prize 2025, competizione istituita dalla Commissione Europea che premia progetti all’incrocio tra arte, scienza e tecnologia.

Il lavoro di Barotti ritrae, in suoni e immagini, dei coralli in salute. O, meglio, si tratta di coralli che la salute l’hanno ritrovata. Ma, se i dati dovessero cambiare, cambierebbe anche la musica. Basterebbe spostare i sensori su un altro fondale, dove il pH del mare è sempre meno salino e sempre più tendente verso l’acido. Purtroppo, l’acidificazione, oggi, è un problema che riguarda quasi tutti i mari.