I microrganismi che vivono in stretta associazione con alghe, coralli e piante marine sono così sensibili ai cambiamenti ambientali da poter essere utilizzati come sistema di allerta precoce per prevenire il collasso degli ecosistemi marini. E' quanto emerge da uno studio in via di pubblicazione su Trends in Ecology & Evolution dai biologi dell'Università di Pisa in collaborazione con l'Università di Sydney.
Le comunità di microrganismi che compongono il microbioma marino svolgono funzioni essenziali per i loro ospiti: li proteggono dagli agenti patogeni, favoriscono l'assorbimento dei nutrienti, sostengono la crescita e li aiutano a sopportare meglio gli stress ambientali. In alcuni casi, ad esempio, specifiche comunità microbiche hanno aumentato la resistenza dei coralli alle ondate di calore riducendone lo sbiancamento, hanno favorito la disponibilità nelle piante marine di nutrienti e sostenuto crescita e recupero delle macroalghe.
“Comprendere il ruolo del microbioma significa mettere a disposizione nuovi strumenti per chi deve monitorare, gestire e proteggere gli ecosistemi costieri", spiega Lisandro Benedetti-Cecchi dell'Università di Pisa. "Se questa prospettiva sarà confermata, potrà aiutare a rendere più tempestive ed efficaci le strategie di conservazione e le politiche di tutela del mare".







