Introduzione
Presentato Fuori Concorso all'83ª Mostra del Cinema di Venezia (SEGUI LA DIRETTA), Juso per ferie è il documentario diretto da Karen Di Porto e scritto con Steve Della Casa, dedicato a Galliano Juso, produttore fuori dagli schemi, pioniere del cinema italiano di genere e scopritore di talenti. Dal poliziottesco con Tomas Milian a W la foca, da Ciprì e Maresco fino ad Antonio Rezza e a Il grande Boccia: un caleidoscopio di pellicole e di soldi che non c'erano, raccontato da un cast di testimoni da capogiro, da Tornatore a Pieraccioni. La recensione di una lettera d'amore all'arte d'arrangiarsi. E, naturalmente, un cocktail.
Quello che devi sapere
Juso per ferie, la recensione
Su una saracinesca abbassata, di quelle che a Roma custodiscono un bar quando il padrone stacca, campeggia a vernice rossa una scritta: Juso per ferie. È il manifesto del film, ed è già tutto lì. Perché il protagonista di questo documentario, Galliano Juso, produttore fuori dagli schemi e pioniere del cinema italiano di genere, è il grande assente: in vita rifiutò sempre di farsi riprendere. Sicché Karen Di Porto e Steve Della Casa hanno dovuto raccontarlo per sottrazione, come si racconta un uomo dalla scia che lascia dietro di sé. Juso per ferie, presentato l'8 settembre 2026 all'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Venice Open, Fuori Concorso, è la lettera d'amore a un mestiere e a un'epoca. E, insieme, il ritratto di chi fece dell'arrangiarsi non un ripiego, ma una poetica.










