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Carmine Aymone

Il cantautore: «Con il tour mi sto godendo questo momento di gioia, porto sul palco 40 anni di musica»

«Sarò sempre grato a Cesare di avermi coinvolto in “San Luca”, questo meraviglioso racconto che ho sentito subito mio e che mi ha dato la voglia di tornare dal vivo su un palco». Luca Carboni riparte dai ringraziamenti al collega Cesare Cremonini e da una canzone nata insieme. Concepita in duetto con un artista più giovane, che ha riacceso in lui il desiderio di tornare davanti al pubblico. Dopo anni e anni passati lontano dai palchi, Carboni ha ritrovato in «San Luca» una porta aperta sul presente. E da quella porta è arrivato «Rio ari o live», il tour con cui oggi rimette in circolo carriera, poesia, musica. Stasera, 10 settembre, l’appuntamento è davanti alla Reggia di Caserta, in piazza Carlo di Borbone. Non c’è un nuovo album da presentare, ma un repertorio che ha attraversato generazioni e che continua a vivere nelle persone che lo hanno ascoltato.

«“Rio ari o” è un concerto che suona come fosse la prima volta, perché porto sul palco quarant’anni di musica in totale libertà. Non mi era mai capitato, questo tour non segue l’uscita di un nuovo disco. Mi sto godendo questo momento di gioia, mi piace l’idea di riabbracciare tutta l’Italia con la mia storia personale e musicale». E in questa ripartenza il ruolo di Cremonini assume un significato particolare. «San Luca» non è stata solo una collaborazione ma l’occasione per tornare a «immaginarsi»: «Credo che la musica abbia in sé qualcosa di metafisico e misterioso che ci mette in contatto con altre anime, altri artisti».