Luca Carboni è tornato in scena cantando la sua nuova Primavera. È stato un abbraccio collettivo tra pubblico e colleghi artisti quello che il Forum d’Assago ha riservato al cantautore bolognese in occasione della sua nuova epifania artistica su un palcoscenico, sei anni dopo l’ultima tournée e soprattutto dopo la malattia che aveva improvvisamente e drammaticamente bloccato il cammino fatto di note e parole dell’autore di hit come Silvia lo sa, Farfallina e Inno nazionale. Milano è stata la tappa scelta per la data zero di questo nuovo inizio. Senza un album da promuovere ma solo tanta voglia (e pure tanta paura) di tornare a cantare, celebrando una storia lunga quarant’anni, con gli amici di sempre a fare un coro davvero speciale, pronto forse a diventare la hit della prossima estate. Un tempo di rinascita da trascorrere tutti assieme, correndo in moto ancora una volta verso quel mare che sa di vacanza ma anche di fuga e, perché no, il ricordo o la seconda opportunità di un amore grande odi uno piccolo ma non meno poetico che si è nutrito solo di onde e spiagge.
Con la voglia di arrivare di quel ragazzo che rispondeva al nome di Luca Carboni e da Bologna conquistava l’Italia, in uno slalom tra emozioni e storie di due decenni italiani tanto complessi come gli Ottanta e i Novanta. Fatti di musica ma anche di droga e di quella solitudine metropolitana – forse ancora sconosciuta sui colli bolognesi – che tuttavia già trent’anni fa si manifestava come il peggior virus antisociale al quale solo la fede in ideali come l’amore e l’amicizia possono fare da antidoto. E, per chi è di Bologna come Luca e Cesare Cremonini, quella Madonna di San Luca, brano recentissimo ma subito immortale, divenuto quasi un nuovo inno anche per la squadra rossoblu, passione che accomuna, tanto quanto la musica, la nuova coppia di cantori della “bolognesità”.









