"Non difendiamo solo dove si produce una moto. Difendiamo dove resta la capacità di saperla fare". Il presidente di Cna Bologna, Antonio Gramuglia, interviene sulla possibilità che Ducati sia venduta dal gruppo Volkswagen nell’ambito della revisione del proprio portafoglio, ipotesi non esclusa nepoure dal ceo di Audi, Gernot Döllner, che ha però precisato come "nessuna decisione sia stata ancora presa". Proprio per questo, "è adesso il momento di occuparsi della vicenda – scandisce Gramuglia –, non dopo".

"Ducati è un’impresa globale, ma è anche un pezzo della storia industriale di Bologna e dell’Emilia-Romagna – continua il numero uno di Cna –. Abbiamo apprezzato la tempestività con cui il presidente della Regione, Michele de Pascale, ha chiesto l’apertura di un confronto con il governo e con l’azienda, nonché l’attenzione immediatamente manifestata dal ministro Adolfo Urso". La ’rossa’ di Borgo Panigale nasce e cresce all’interno di un territorio nel quale grandi imprese, Pmi e imprese artigiane convivono e condividono competenze, tecnologie e professionalità. Un patrimonio industriale che non va disperso. Dunque, "non credo che la risposta debba essere alzare muri contro il capitale straniero – sottolinea Gramuglia –. Ducati è cresciuta anche all’interno di un grande gruppo internazionale come Volkswagen-Audi. Ma se un domani dovesse cambiare la proprietà, dovremo pretendere che qualsiasi progetto industriale abbia al centro la crescita dell’impresa e il suo radicamento a Bologna. E bisogna chiedersi se non esistano imprenditori, investitori e capitali italiani ed europei capaci di costruire un progetto industriale credibile". Dunque, la richiesta non è certo di un intervento statale, ma di "non arrivare impreparati qualora Volkswagen decidesse effettivamente di cedere Ducati", chiude Cna.