Per la rivalutazione delle pensioni nel 2027 potrebbero essere necessari circa 10 miliardi, al lordo del ritorno fiscale che gli aumenti genererebbero automaticamente. È la cifra con cui il governo starebbe facendo i conti a fronte di un'inflazione acquisita per il 2026 (sulla base dei dati di agosto) al 2,9% in vista della manovra, secondo un calcolo effettuato dall'Ansa su dati Inps. La spesa per le pensioni secondo gli ultimi dati su prestazioni pensionistiche e beneficiari riferiti al 2024 è pari a 364,13 miliardi, comprese le pensioni assistenziali. Se si applicasse l'aumento incondizionatamente la spesa aggiuntiva sarebbe di 10,56 miliardi. Ma il recupero dell'inflazione è per scaglioni per cui la spesa potrebbe limitarsi a circa 10 miliardi.
Come si calcola la rivalutazione Se consideriamo la rivalutazione sulla base degli scaglioni di reddito da pensione previste per il 2026 (100% per gli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo, 90% per quelli tra le quattro e le cinque volte il trattamento minimo e 75% per quelli superiori a cinque volte il trattamento minimo), la spesa quindi scenderebbe rispetto alla rivalutazione piena. La rivalutazione si applica per scaglioni e non per fasce quindi sulla parte dei redditi da pensione fino a quattro volte il trattamento minimo è comunque piena.Gli aumenti e i costi Avrebbero la rivalutazione piena, al 2,9% su tutto l'importo, poco meno di 12,3 milioni di pensionati (quelli con redditi da pensione fino a quattro volte il trattamento minimo, quindi fino a 2.447 euro al mese) ai quali vengono erogati 190,2 miliardi di spesa. Per loro la rivalutazione rispetto all'inflazione costerà 5.516 milioni. Per lo scaglione tra le quattro e le cinque volte il trattamento minimo (circa 1,6 milioni di pensionati per 52,8 miliardi di spesa il costo della rivalutazione sarebbe di quasi 1,38 miliardi. La rivalutazione sarebbe infatti al 90% dell'inflazione quindi al 2,61%. Ma bisogna considerare che per la parte fino a quattro volte il minimo la rivalutazione è piena quindi la spesa dovrebbe aumentare. Per lo scaglione oltre le cinque volte il minimo (oltre i 3.059 euro al mese) vengono erogati circa 121,1 miliardi e la spesa per la rivalutazione sarebbe allo 0,75% dell'inflazione, quindi al 2,175% pari a circa 2,63 miliardi. Ma anche qui bisogna considerare una spesa più alta perché fino a quattro volte il trattamento minimo la rivalutazione sarebbe comunque piena. La cifra sulla quale si ragiona quindi è tra i 9,5 miliardi che si avrebbero se la rivalutazione fosse per fasce e i 10,5 miliardi che si avrebbero con una rivalutazione piena.








