Roma, 9 settembre 2026 – Potrebbe costare circa 10 miliardi la rivalutazione delle pensioni nel 2027. A una maggiore inflazione corrisponde una rivalutazione più alta e l'Istat ha fatto sapere che l'inflazione acquisita a settembre è già al 2,9% in vista della manovra, mentre il governo Meloni ne aveva prevista una del 2,8% per tutto l'anno. Secondo un calcolo dell'Ansa su dati Inps, emerge così che il governo starebbe facendo i conti su una cifra che oscilla tra i 9,5 miliardi che si avrebbero se la rivalutazione fosse per fasce e i 10,5 miliardi che si avrebbero con una rivalutazione piena. Ma vediamo in dettaglio le ipotesi in esame e le differenze sostanziali.

Il calcolo per scaglioni

Secondo gli ultimi dati su prestazioni pensionistiche e beneficiari riferiti al 2024, la spesa per le pensioni è pari a 364,13 miliardi, comprese quelle assistenziali. Se si applicasse l'aumento incondizionatamente la spesa aggiuntiva sarebbe di 10,56 miliardi. Ma il recupero dell'inflazione è per scaglioni per cui la spesa potrebbe limitarsi a circa 10 miliardi.

Se si considera la rivalutazione sulla base degli scaglioni di reddito da pensione previste per il 2026 (100% per gli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo, 90% per quelli tra le quattro e le cinque volte il trattamento minimo e 75% per quelli superiori a cinque volte il trattamento minimo), la spesa scenderebbe rispetto alla rivalutazione piena.