Da relazione «generiche» ai conti da dimostrare: i rilievi della Corte dei Conti sul 2025; le leggi in Calabria sono scritte male
NON basta scrivere che una legge non costa. Bisogna dimostrarlo. Potremmo sintetizzare così i rilievi della Corte dei Conti al legislatore regionale, contenuti nell’annuale relazione della Sezione regionale di controllo sulle leggi approvate dal Consiglio e sulle loro coperture. Non è l’unica bacchettata dei giudici contabili, ma la più ricorrente: del resto, su 46 leggi approvate da Palazzo Campanella (al netto delle pratiche di bilancio) nel corso del 2025, ben 36 sono quelle per le quali si è dichiarata l’invarianza finanziaria. Si tratta di quella clausola che dovrebbe certificare che la legge non produce costi per le casse regionali. Tuttavia l’invarianza finanziaria «deve trovare necessaria esplicazione nella relazione tecnica e non può essere apoditticamente dichiarata». Che è invece quello che si riscontra in parecchie leggi “a costo zero” licenziate da Palazzo Campanella nel 2025.
Non è l’unico rilievo dei magistrati contabili, che censurano anche l’iter legis “abbreviato”, l’assenza di informazioni importanti nelle relazioni tecniche, l’esternalizzazione dei costi su enti strumentali, società controllate o aziende sanitarie: addossare oneri a enti che ricadono comunque sotto l’influenza della Regione produce comunque, ricorda la Corte, riflessi finanziari indiretti.







