Dopo un’estate segnata dal caldo estremo, la bozza del Piano per rafforzarne la resilienza agli effetti della crisi climatica avrebbe dovuto essere trasmesso a Bruxelles entro il 1° settembre, ma è ancora «in fase di concertazione con gli altri ministeri». I dubbi di FdI sui costi della decarbonizzazione
L’estate delle ondate di calore estremo sta finendo, ma il governo italiano è ancora al lavoro su uno degli strumenti previsti dall’Ue anche per rafforzare la capacità di adattamento alla crisi climatica. Il Piano nazionale di ripristino della natura, che secondo il regolamento europeo avrebbe dovuto essere trasmesso in bozza alla Commissione Ue entro il 1° settembre, otto giorni dopo quella scadenza, infatti, ancora non è pronto.
A confermarlo, incalzato da un’interrogazione del Movimento 5 stelle, è il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che intervenendo alla Camera fa il punto sul dossier: «L’Italia sta finalizzando il proprio Piano nazionale di ripristino della natura, che in questo momento è in fase di concertazione con gli altri ministeri», ha spiegato il ministro, aggiungendo che «ha finito la consultazione» e che le misure previste «contribuiranno nel medio e lungo termine a fronteggiare gli impatti combinati di cambiamento climatico e perdita di biodiversità».







